Il Trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte e priva gli Stati membri della loro sovranità economica

Ricordate la Costituzione europea che i cittadini di Francia ed Olanda bocciarono quasi due anni fa? Col Trattato di Lisbona si sta tentando di superare la volontà di quei Popoli, con una versione radicale di costituzione europea, che priva gli Stati membri della loro sovranità economica e reintroduce la pena di morte per casi tutt’altro che tassativi.

Comunicato di Liliana Gorini, Presidente del Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà, Milano, tel. 02-2613058

Intervento di Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (Buergerrechtsbewegung-Solidaritaet) alla conferenza di Roma (28.2.2008)

“Col Trattato di Lisbona l’Europa si trova ad affrontare un pericolo più grave di quello che la persona media immagina. Nel novembre 2007 il presidente francese Sarkozy ha presieduto una riunione segreta con alcuni parlamentari francesi e, stando alla stampa inglese, ha dichiarato che se ci fosse stato un referendum sul trattato di Lisbona nei Paesi europei, sarebbe stato sconfitto.
Quindi il 13 dicembre, i capi di stato europei a riuniti a Lisbona hanno firmato il Trattato di Riforma Europea, che ha preso il nome di Trattato di Lisbona. Non c’è dubbio che l’intenzione era quella di dire “procediamo a ratificare questo trattato il prima possibile, senza un dibattito pubblico, senza un dibattito parlamentare, altrimenti saremo sconfitti”.
Ad esempio, in Germania il testo del nuovo trattato non è stato pubblicato, quello che è stato pubblicato è il testo della Costituzione bocciata dal referendum in Francia e in Olanda nel 2005. A questo è stato aggiunto un testo che dice “al trattato vecchio si applicano le seguenti modifiche… articolo 1, comma b… la frase tot sostituisce la frase tot…”
State sicuri che due parlamentari in tutto, forse un giornalista, hanno letto tutte queste modiche; ma nessun’altro. Perché il testo originario, quello del trattato originale, è già così impenetrabile che non si capisce, a meno che il lettore non sia un esperto giurista.
Solo perché un bravo studente di legge di Lipsia s’è preso la briga di leggere tutta questa roba, e poi a pubblicarlo sul sito di un parlamentare tedesco (l’on. Gauweiler), il Governo è stato costretto a far circolare la versione provvisoria del Trattato.
Nel frattempo, alcuni giuristi di fama internazionale hanno scritto delle perizie sul nuovo trattato, che io raccomando veramente a tutti di voi. Una è quella prof. Schachtschneider, che è uno dei giuristi tedeschi che ricorse in appello, alcuni anni fa, contro il Trattato di Maastricht, e contro l’euro. Un altro è il prof. Klecatzky, ex ministro della Giustizia, che è uno dei padri della Costituzione austriaca.
Io ho studiato il nuovo testo, sulla base delle perizie di questi professori, e ho scoperto delle cose che adesso vi spiegherò.
La cosa più importante è che questo Trattato trasformerebbe quella che è un’alleanza di nazioni europee in uno Stato federale, che sarebbe governato per mezzo di un’oligarchia. Ad esempio, la cosiddetta “clausola generale” prevede che il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea legiferino su tutto quel che vogliono, tranne che sulla politica estera e sulla politica di difesa.
Il Parlamento Europeo verrebbe ascoltato, ma solo come opinione, non avendo alcun potere legislativo, decisionale, ecc. Lo stesso dicasi per i parlamenti nazionali. A quel punto le direttive che vengono da Bruxelles, che oggi costituiscono il 70-80% della legislazione europea (il resto spetta ai governi e ai parlamenti nazionali), diventerebbero il 100%.
Poi c’è la cosiddetta “clausola di solidarietà”: essa chiama in causa non meglio precisate “minacce terroristiche”, tutte da definire, in base alle quali si definisce un’azione militare, che può essere un’azione di “peace-keeping”, può essere un’azione militare difensiva, può essere un’azione militare offensiva. E nessun Paese ha la possibilità di veto, perché si decide a maggioranza, e se un Paese è contrario, è comunque tenuto a partecipare.
Quindi senza dibattito, senza dibattiti parlamentari o pubblici, l’Unione Europea verrebbe trasformata in un’alleanza militare, in cui si è obbligati a mantenere degli obblighi di riarmo, ad esempio.
Se, poi, teniamo in considerazione che dei 27 Paesi dell’Unione Europea, 22 fanno anche parte della NATO, si viene a creare un intreccio di quasi corrispondenza, di identificazione della nuova alleanza militare con la NATO: allora si capisce perché da questo punto di vista, da un po’ di tempo, la Russia e la Cina abbiano, nei loro attacchi alla NATO, parlato di una politica di accerchiamento della NATO con l’espansione ad oriente dell’Unione Europea.
I Russi, compresi alcuni leader con cui ho parlato, considerano la politica di accerchiamento della Russia da parte della NATO, come una potenziale causa di una guerra mondiale.
Il modo in cui questa nuova Europa viene venduta all’opinione pubblica è, ad esempio, con l’argomentazione che l’Europa deve diventare forte, deve assumere un ruolo forte, da protagonista nel mondo, per controbilanciare, magari contenere, la politica aggressiva americana.
Ma questa è un’altra delle menzogne che vengono raccontate, perché se ci sarà una coincidenza tra la possibile affermazione di Bloomberg negli Stati Uniti e una dittatura di Lisbona in Europa, io penso che ci avvicineremo a questa Terza Guerra Mondiale.
Si capisce da come l’Europa si è comportata di fronte alle pressioni americane, in special modo del ministro della Difesa americano Gates per un maggior coinvolgimento in Afghanistan. Oppure si pensi al modo precipitoso con l’Europa si è mossa nei confronti del Kossovo, quando ancora c’era un disaccordo tra i Paesi membri dell’Europa, eppure la burocrazia europea aveva già deciso, inviato 1800 persone, come personale di amministrazione, polizia, ecc. Tuttora c’è il disaccordo tra i Paesi dell’Unione Europea.
Il riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo ha aperto un vaso di Pandora, perché adesso tutti vogliono la loro indipendenza, a cominciare dai Baschi, dai Curdi, passando per l’Ossezia, per l’Abkazia, fino a Taiwan, e alla Lega Nord. E’ giusto quel che hanno detto alcuni
leader russi, e cioé che con un colpo solo si è buttata a mare un’intera tradizione secolare giuridica, internazionale, che veniva dal Trattato di Westfalia.
Un altro punto indicato dal prof. Schachtshneider è che il Trattato di Lisbona reintroduce furtivamente la pena di morte, quella pena di morte che soprattutto l’Italia ha fatto di tutto per abolire, guidando un movimento mondiale che si è affermato col voto alle Nazioni Unite lo scorso dicembre.
Naturalmente la pena di morte non viene reintrodotta ufficialmente, ma furtivamente, con una nota a pie’ pagina della Carta Europea, poiché il Trattato di Lisbona integra la Carta Europea. Sulla Carta Europea c’è scritto che la pena di morte è abolita. Questo lo riportano nel testo del trattato; però c’è una nota a pie’ pagina che dice “eccetto che in casi di guerra, di disordini, di insurrezioni, ecc.”
Ritengo che sia urgente un dibattito pubblico, su questo.
Ritengo che questo sia un cambiamento così grave delle costituzioni europee, che ci debbano essere un dibattito e un referendum.
Per cui chiedo a tutti voi di aiutarmi a mobilitare la popolazione europea per
questo dibattito e per questo voto. Grazie”.

www.bueso.de (qui è possibile firmare la petizione contro il Trattato)

www.movisol.org (altra documentazione sul Trattato e sull’opzione Bloomberg)

www.eu-vertrag-stoppen.de (un sito indipendente che raccoglie tutte le iniziative popolari in Europa contro il Trattato)

http://www.youtube.com/watch?v=qWZbEKjcd1M (lezione del Prof. Schachtschneider all’Università di Salisburgo sui pericoli del Trattato, inclusa la pena di morte, in vari stralci su Youtube)

In particolare, sulla pena di morte, il Prof. Schachtschneider dichiara quanto segue nel corso della sua lezione a Salisburgo ripresa su Youtube: “La signora Merkel (Cancelliere tedesco) nega che il Trattato reintroduca la pena di morte, che in effetti viene vietata dall’Art. 2260. Tuttavia tale divieto non vale “in caso di guerra, pericolo di guerra, rivolte e se qualcuno fugge dalla polizia”, come si desume dalla nota a piè pagina dell’articolo citato. Il Consiglio Europeo in questo caso può introdurre una regolamentazione propria, disposizioni “in extenso””.

http://www.newropeans-magazine.org/index.php?option=com_content&task=view&id=7430&Itemid=285

http://www.silviacattori.net/article356.html (due siti italiani che riprendono le critiche francesi al Trattato)
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