Tramvia alla stazione Santa Maria Novella di Firenze

Se la stazione centrale di Firenze è da qualche anno il simbolo del degrado, oggi con la deturpante ragnatela ferrosa dei pali, dei binari, delle ringhiere e dei cavi, del treno lento che chiamiamo tramvia, è apogeo di inefficienza della complessiva piattaforma socio-economico-viabile là presente. Ogni cosa qui trova ostacolo più di quanto già prima non fosse ostacolata: i mezzi, ma anche il semplice passeggiare, l’economia, l’aria e la vitalità. Solo il germe dell’ideologia che palesa la mancanza di autentico Amore per la Città e per le Persone che la vivono, può produrre una cosa di tal genere.
Si sarebbe potuta dire la stessa cosa, non dico lasciando tutto così com’era, timorosi dell’azione, ma se avessimo sfruttato il sottosuolo coraggiosi della giusta azione?
E attenzione, qui poco interessa se abbiamo tutto questo per colpa di questa o quella Amministrazione! Qui sono un’intera Città, la sua Comunità, la sua classe dirigente, che non han saputo, per disinteresse (o interesse), mancanza di tenacia, ignoranza intorno ai principi primi sull’infrastrutturazione e prima ancora sull’arte del buon governo, evitare questo scempio. Perché uno stupro di tal fatta, de LA CITTÀ PIÙ BELLA DEL MONDO, non lo fai se non vi è la complicità dei tanti!

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