Il #ReferendumCostituzionale l’ha vinto Berlusconi…

Berlusconi è il vero vincitore del referendum. Ma andiamo per gradi.
Sarebbe antipatico riportare tutto ciò che nei precedenti post aveva rappresentato una facile profezia. Riporto soltanto il senso di una riflessione che va avanti da mesi, se non da anni. Il vento della Verità soffia forte, e soffia forte da est. Sono Russia e Cina che lo fanno soffiare. La Russia, per la leadership di Putin che ha saputo tenere botta al golpe interno ucraino, finanziato da George Soros, e attuare una vera strategia anti-terrorismo contro l’Isis in Siria; la Cina, grazie al riaffacciarsi delle radici confuciane in una cultura millenaria che era stata soffocata dal comunismo, e che oggi è divenuta la prima economia al mondo grazie alla progressiva applicazione dei principi economici dell’anti-liberista, anti-speculativo, dirigistico e protezionistico Sistema americano di economia politica di origine hamiltoniana.
Contrariamente da ciò che affermano osservatori alla Severgnini – buoni per parlare delle marachelle di Lapo Elkann, ma non certo di politica -, la disfatta di Renzi è dentro, con piedi e mani, il binario Chilcot/Blair-Brexit-Trump-SarkozyAuRevoir-Francesco/Dubia.
Ora, al di là della pietà che naturalmente possiamo provare per Renzi, dobbiamo essere freddi nell’analisi ed estraniarci da valutazioni emozionali. Personalmente, non godo affatto per un uomo che è vittima di sé stesso, sarà perché troppe persone a me legate, sono state vittime di sé stesse e questo il tuo dentro, lo ricorda. Ho piacere invece per i suoi leccapiedi, che invece che amarlo, consigliandolo ed anche brontolandolo, hanno saputo fare soltanto i suoi seriali e ripetitivi yes man, accecati dall’aspirata carriera, che il boom di Matteo potesse beneficiare. Renzi, non è uomo di popolo, non è uomo di strada. Mentalmente non lo è. Renzi ha sempre usato un odioso doppio standard che lo portava a denunciare le doppie poltrone, salvo poi sedercisi sopra (personalmente non ho niente contro le doppie poltrone); a denunciare gli sprechi salvo rifarsi poltrone e tappezzerie appena insediatosi a Palazzo Vecchio; a mettere in vendita su eBay le autoblu, salvo rifarsi l’aereo presidenziale.
Da un lato, voler eliminare le prebende dei suoi colleghi politici; dall’altro fare incetta di simboli di lusso e potere più adatti a rais medio-orientali che non alle democrazie europee.
Ha monopolizzato ogni ganglo della vita democratica, dall’esecutivo al legislativo – e se passava la sua riforma costituzionale questo aspetto avrebbe assunto aspetti grotteschi -, dal giudiziario (col papocchio realizzato assieme al M5S sui giudici costituzionali, alle nomine contra legem in orbita di Consiglio di Stato), all’informazione (con l’occupazione militare e senza precedenti della Rai).
Ha dimostrato mancanza di rispetto e lealtà agli stessi colleghi di partito, condendo il tutto con profonda cattiveria: non solo l’#enricostaisereno già nei libri di storia, ma anche il “Fassina chi?” rivolto ad un viceministro collega di partito!
Ha prodotto un Jobs Act che ha smantellato conquiste del giuslavorismo, per riportare il mondo del lavoro a situazioni pre-repubblicane, eliminando, al di là delle abili dichiarazioni, il contratto a tempo indeterminato. Fatto regalie senza precedenti al sistema bancario – dall’obbligo del pos senza limiti di spesa, gravante sull’imprenditoria italiana, alla, per ora, bocciata riforma del credito cooperativo in perfetta e antistorica direzione della banca universale (quando, in campagna elettorale parlò di separazione bancaria). Prodotto una legge elettorale, autodefinita “la più bella del mondo”, fatto salvo il fatto che non troverà, per sua stessa volontà, mai applicazione nella storia elettorale italiana. Aumentato il debito pubblico, senza essere riuscito a cavalcare le favorevoli condizioni macro-economiche internazionali, relegandoci all’ultimo posto per crescita in Europa, dopo la Grecia.
Adesso lascia il Paese con tre grossi problemi: 1) una legge elettorale da rifare; 2) una legge di stabilità che presenta un buco di una ventina di miliardi di euro; 3) un sistema bancario che si regge soltanto grazie alle continue immissioni di liquidità della Bce.
Vedremo adesso se una volta tanto saprà dimostrarsi uomo di Stato, anteponendo l’interesse delle Istituzioni a quello della propria immagine, crollata di credibilità esclusivamente per la politica adottata. Rischia molto restando in sella, perché dovrà tagliare e rinnegare delle promesse pre-referendarie fatte. È questo che più lo impaurisce.
Sulla campagna elettorale referendaria, le cose da raccontare sarebbero tantissime. Eviterò, dicendo solo che essa era tutta incentrata sull’inganno: dal contenuto della stessa, agli slogan, al quesito, agli endorsement, al voto all’estero, alle matite. Solo i più ovattati nel proprio quotidiano non avevano captato questo campo minato.
Circa la riforma costituzionale, aveva riempito di gas (la riforma) la casa degli Italiani. Gli esperti (i 56 costituzionalisti) ci spiegavano: “Voi non lo vedete il gas perché non siete degli esperti, ma noi vi avvisiamo che se premete il pulsante (il Sì), la casa scoppia!”. Alcuni hanno preferito non fidarsi degli esperti, ma affidarsi irrazionalmente ai venditori di fumo che spacciavano quel gas per essenza profumata, timorosi che uscire di casa a prendere un po’ d’aria, prima che il gas defluisse, gli avrebbe procurato, al massimo, un po’ di bronchite (con poca razionalità: “Io con Grillo, Salvini, Berlusconi, Meloni, ecc. non voto!”, meglio votare con traditori come Verdini, Bondi, Alfano o i lacchè di un uomo solo al comando, le banche di affari, Junker, Merkel, Schauble…). Ma la bronchite si cura, lo scoppio di una casa no! Il 60% degli Italiani ha detto che quel pulsante non era da premere, fidandosi degli esperti in materia, come si confà con ogni cosa della vita (i costituzionalisti), e del proprio istinto, ed hanno salvato la casa di tutti.
Quello che ci aspetta ora?
Non si andrà al voto e Renzi lo capirà tra qualche dormita in più. Il Pd non prenderebbe neanche il 30% adesso – altro che 40% degli Italiani con Renzi! -. Più facile prevedere un modesto e pre-bersaniano 25%.
Avremo un Governo di scopo per una nuova legge elettorale. Il ritorno ad un sistema proporzionale che impedirà a M5S di prendere il potere e lo relegherà ad un ruolo simile al Pci della Prima Repubblica. Poi, governi di coalizione simili al Pentapartito della Prima Repubblica. Per tutto ciò, il vero vincitore di questo referendum è Berlusconi: minimo dispendio di energie (due settimane di campagna elettorale a costo zero sulle tv), massimo risultato possibile (essere l’ago della bilancia con il solo 13% di consensi). Questo sarà il contenitore.
Ma è il contenuto che è da decidere, e qui emergono le vere speranze su cui come cittadini possiamo provare ad incidere sensibilizzandoci gli uni con gli altri. Questo contenitore dovrà essere costituito da una riforma del sistema bancario ispirata dal Glass-Steagall standard; ritorno ad una sovranità monetaria che possa prevedere anche l’euro ma come moneta di conto nelle relazioni internazionali; investimenti nelle infrastrutture e nell’industria produttiva ad alto tasso di capitale e tecnologia.
Così si riparte, il resto è aria fritta.