Medicine, trasporti e finanza trattati come delle cover?

 

In risposta a: “Liberalizzazioni, lo scatto che serve per battere le lobby” di Giavazzi e Alesina

 

 

Chi scrive è quello che voi considerereste un lobbista, dal valore di circa 150mila euro – essendo questo il valore medio dell’investimento per una licenza taxi -, preoccupato da quelle che io considero una serie di (vere) lobby, dal valore di qualche decina di miliardi di euro. Penso in particolare a Uber, che oggi dovrebbe avere un valore di circa 50miliardi di dollari dopo il crollo di valore registrato sul mercato secondario in seguito ai numerosi scandali che l’hanno riguardata.
A vostro dire, le lobby operanti nei mercati regolamentati mirano a mantenere queste regole; direi che possa essere vero come no (si pensi al settore del noleggio con conducente che in buona parte vuol modificare queste regole). Però dovreste aggiungere anche che le lobby al di fuori di questi mercati, mirano a deregolamentarli per spadroneggiarvi. Infatti, grazie al mix dato dall’assenza di regole e di potenza finanziaria che i competitor più piccoli non hanno, riescono in breve tempo a predare interi settori.
Alla luce di questo, consentitemi di provare, da tassista, a rivolgermi ai genitori di cui parlate in chiosa del vostro editoriale, i quali, a causa della mancata liberalizzazione dei prodotti farmaceutici, non avrebbero la possibilità di trovare l’aspirina in autogrill.
Proprio alcune sere fa, come raccontato sul mio profilo Facebook, mi è capitato un caso analogo. Un genitore rumeno, in seguito ad un attacco di asma del proprio bambino di tre anni, si è messo verso la mezzanotte alla ricerca della più vicina farmacia di servizio notturno, e di un taxi per far ritorno dal proprio bambino. Appena salito sul mio taxi, mi chiede di poter correre, spiegandomi cosa stesse succedendo al suo bambino. Così, ho corso davvero, con le doppie frecce e sfanalando di continuo, e in un attimo l’ho portato dal suo bambino.
Questa storia però, ci insegna proprio il contrario rispetto a quanto da voi detto. In Italia abbiamo la fortuna che sia farmacie che taxi siano settori a regime amministrato. Il legislatore, al fine di tutelare il diritto alla salute ed al movimento dei cittadini, obbliga farmacie e taxi ad essere presenti in ogni ora e giorno dell’anno. Quel genitore, senza tale obbligo imposto a questi due settori, non avrebbe avuto la possibilità di trovare una farmacia aperta ed un taxi operativo. Questo perchè, operare di notte oltre che scomodo è anti-economico. E sono obblighi anti-economici come questi, che, a scopo di controbilanciamento, giustificano il numero chiuso. E questo, senza considerare l’opportunità che a vendere medicinali – non cover per lo smartphone… – vi sia personale qualificato, così come ad effettuare trasporto persone, essendo in gioco in entrambi i casi il diritto all’incolumità e alla salute delle persone.
E quando si parla di grandi “rivoluzionari” della deregulation, è di grandissima attualità una delle riforme avutesi sotto Bill Clinton che voi citate come modello. Nel 1999 egli abroga definitivamente lo standard della separazione tra banche d’affari e banche d’investimento (Glass Steagall Act). Dopo oltre sessant’anni di stabilità del settore bancario americano e mondiale, grazie a questo standard introdotto sotto Franklin Delano Roosevelt e ripreso in tutto l’Occidente, ad appena otto anni dalla sua abrograzione, scoppia la più grave crisi finanziaria dell’epoca moderna. Il collegamento tra la deregulation dei mercati finanziari e la crisi finanziaria è stato messo nero su bianco dal Rapporto Angelides, frutto del lavoro dell’omonima Commissione d’inchiesta sulla crisi finanziaria voluta dal Congresso Usa nel 2011. Non è un caso che oggi, il ripristino del principio della separazione bancaria sia stato inserito nelle piattaforme programmatiche sia dei Democratici che dei Repubblicani americani, appunto per ri-regolamentare il settore finanziario.
Quindi, permettetemi, ma a parte l’economia, alla base di certe letture, vi è un problema di modello sociale che si possa o meno auspicare. Medicine e finanza trattate come delle cover?