L’incerto caso dei Carabinieri fiorentini usato per fini geo-politici, con un rischio “Perugia” per Firenze

Sia per rispetto al profondo dolore che, in generale, ad una donna derivi in caso di violenze sessuali, sia per quello che dobbiamo avere nei confronti di un corpo dello Stato come quello dei Carabinieri, che vede quotidianamente padri e madri di famiglia fare seriamente il proprio lavoro a tutela ed in aiuto dei cittadini, si dovrebbe evitare il più possibile di partecipare al chiasso mediatico, fatto di notizie approssimative, foto false, ecc. che il recente caso di cronaca di Firenze sta suscitando.
Un primo menzognero risultato, utile ai giochetti geopolitici, questo caso l’ha già raggiunto, grazie ad un circuito mediatico vittima e colpevole, come sempre, dello scrivere compulsivo, a tutti costi, di cose su cui, in realtà, mancano notizie nuove e certe. Così, non si parla più della bestialità usata durante il caso di Rimini, nei confronti dei due turisti polacchi e della trans peruviana; uno scenario fatto di pugni, calci, soffocamenti, penetrazioni ripetute, sodomizzazioni, immersione nell’acqua di un corpo vivo di donna, quasi fosse un feticcio di animale morto, per rendere più piacevole il ripetuto stupro; non si parla più di un qualcosa che avrebbe potuto irrigidire ancor più gli italiani da sbarchi che stanno aprendo il Paese all’arrivo di plotoni, non di extra-comunitari – il punto non è questo! -, ma di balordi, mercenari, delinquenti, che vengono fatti entrare alla stessa stregua dei perseguitati politici, dei legittimi richiedenti asilo. E così, diveniamo complici nella violenza a chi dovrebbe avere davvero titolo per sbarcare in Italia. E quando si paragona un caso come quello fiorentino, su cui ancora non è possibile giungere a conclusione certa, con un caso di una brutalità indicibile, che solo a pensarla e scriverla, fa sentire i brividi a mani e piedi e aumenta la sudorazione, ristupriamo e riaggrediamo quei due ragazzi polacchi e la trans.
E allora certa stampa – non tutta per fortuna – dovrebbe farla finita di sciacallare su roba su cui non ha elementi certi da riportare alla pubblica attenzione.
E noi fiorentini, dovremmo essere molto seri e responsabili a questo riguardo, proiettando, con timore, il ricordo verso l’altrettanto doloroso caso “Meredith Kercher” di Perugia. Infatti, l’eco internazionale che quello suscitò, fu capace di innescare un processo di distruzione dell’appeal che Perugia aveva come città universitaria, con conseguenti gravi danni a tutta la sua economia: al patrimonio immobiliare, alle attività della ristorazione, e in generale a tutte quelle ruotanti intorno al turismo studentesco.
Questo caso, se siamo noi i primi a dargli eco, farà male ad una verità che ancora non è emersa, all’Italietta soffocata dalle dinamiche geopolitiche degli ultimi anni, ed a Firenze stessa.