In risposta a Alesina e Giavazzi su taxi e n.c.c.

Sostenere ciò che han sostenuto i professori Alesina e Giavazzi nel loro ultimo editoriale “Manine interessate sulle leggi” sul Corriere della Sera, rappresenta una lettura al contrario della verità delle cose, almeno per quanto concerne il settore taxi e n.c.c. (noleggio con conducente). Con un po’ di vena polemica, si potrebbe dire che non potesse essere diversamente per due professori che si sono fatti apologeti di una deriva neo-liberista per la sinistra, con un saggio a ciò dedicato; ed infatti, la sinistra, è oggi invisa da parte dei Popoli, quanto mai prima nella storia post-bellica occidentale, proprio per aver seguito quella ricetta.

L’attuale Governo, differentemente da quanto riportato nell’editoriale, ha ampliato le possibilità operative del n.c.c., allargando i confini dei territori da servire e le eccezioni all’obbligo del rientro in rimessa. In parallelo, ha introdotto regole volte a ripristinare un principio di legalità gravemente violato da una deregolamentazione de facto introdotta dal vergognoso “emendamento Lanzillotta” che, nella sua smaccata ispirazione liberista, ha di fatto legalizzato un fenomeno di concorrenza sleale a discapito di tassisti ed n.c.c. operanti nelle regole, consentendo, difatti, di avere regole differenti in un stesso mercato.

Dire che l’attuale Governo abbia recepito regole dettate dai tassisti, con le eccezioni e le aperture da questo introdotte – tali da suscitare perplessità tra chi ha sempre operato nelle regole, anche se non quello sdegno suscitato dalla precedente incivile situazione favorita dai precedenti Governi – vuol dire semplicemente non sapere di cosa si parli ed avere sposato un “partito”, più che una indipendente e obiettiva analisi delle cose, come dovrebbe esser proprio di un accademico.

Ma che la materia non sia stata compresa dai due professori, trova clamorosa evidenza con l’esempio che essi fanno, del n.c.c. di Varese che durante un servizio da Malpensa a Siena, non potrebbe poi prendere un sopravvenuto e immediato servizio, che da Siena volesse andare a Como. Ai professori sfugge evidentemente che si stia parlando di un servizio pubblico locale (di Varese, nell’esempio fatto da loro) che quel comune eroga per la propria comunità. 

Ci sarebbe piaciuto che l’attenzione al settore, i due professori l’avessero rivolta durante l’indecorosa stagione protrattasi per lungo tempo, che di fatto aveva contribuito ad istituire un doppio mercato: uno nelle e per le regole degli operatori taxi e n.c.c., ed un altro fuori dalle regole per molti altri n.c.c. e per le multinazionali straniere. Circa queste ultime, proprio recentemente, realtà come Danimarca, Belgio e Catalogna, dopo anni di complice e irresponsabile silenzio della politica, hanno deciso di tornare indietro. 

Claudio Giudici
Presidente Nazionale Uritaxi