In Europa nascite inferiori alle morti nel 2015!

E’ questo il titolo incredibile dato dalla stampa europea alla notizia di questi giorni, che dovrebbe rappresentare la preoccupazione prima di una società umana civilizzata, a meno che non sia infilata nel tunnel del disconoscimento della propria natura, rassegnandosi così ad una di tipo animale. Sono gli animali infatti, che si riducono e finanche si estinguono, non essendo dotati di quella capacità ontologica – la capacità di ragione cognitivo-creativa come la chiama LaRouche – che gli consenta di rispettare la prima prescrizione della cultura giudaico-cristiana (e laico-filosofica), del “siate fecondi e moltiplicatevi“.

In questi giorni la stampa italiana si è preoccupata soprattutto di sottolineare il fatto che nella classifica della natalità europea, l’ultimo posto spetti all’Italia. Se osserviamo bene questa classifica, rileviamo che la crescita demografica vale soprattutto per Lussemburgo, Austria, Germania, Malta, Svezia, Danimarca e Belgio. Sopra la media Irlanda (14,2 per mille), Francia (12 per mille), Regno Unito (11,9 per mille) e Svezia (11,7 per mille). Sotto la media di due punti l’Italia, ferma all’8 per mille. Non lontani altri due Stati dell’Europa meridionale, con il Portogallo all’8,3 per mille e la Grecia appena più in alto, all’8,5 per mille.
La classifica, suggerisce immediatamente un dato tendenziale: la natalità segue il grado di benessere economico e, aggiungerei, di fiducia nel futuro. Non è un caso che l’indice della natalità si collocasse durante gli anni ’60 a valori quasi tripli per tutte le economie industrializzate.
Tutto questo non è casuale, ma è il frutto dell’imperialismo marciante, che proprio negli anni ’60 – dalla nascita del Wwf a quella del Club di Roma – si attiva per la distruzione dei due istituti su cui si è retta la società moderna, produttrice: lo Stato nazionale e la famiglia naturale.
Per aiutare a capire come pensano questi “illuminati”, riporto le parole di Jorgen Randers, coautore del famoso “I limiti dello sviluppo“, e che fu vicedirettore del Wwf.
Nel 2012 Randers ha dato alle stampe un nuovo libro, intitolato “2052, una Previsione Globale per i prossimi Quarant’Anni“, le cui “conclusioni” sono: la democrazia è fallita perché è incapace di centrare l’obiettivo principale della politica anti-cambiamenti climatici, e cioè la riduzione demografica; dunque, dev’essere sostituita con la dittatura. Il miglior modello per tale dittatura è, a suo dire, la Commissione Europea. Un altro modello è la BCE, o il governo dei banchieri alla Mario Monti.
“In un’intervista pubblicata su Sette [16 aprile 2013], Randers spiega che “il miglior esempio che io conosca è la Commissione dell’Unione europea, un’élitocrazia formata da persone molto competenti, e non controllate dal Parlamento europeo, che è riuscita a far passare risoluzioni che non sarebbero probabilmente mai state approvate dai singoli parlamenti nazionali, eletti democraticamente. È stata una forza leader nei negoziati sul cambiamento climatico”.
Randers elogia soluzioni tecnocratiche alla Mario Monti perché in grado di prendere ed eseguire decisioni rapidamente “anche se con forti costi immediati. Avviene oggi nell’Italia guidata dal moderno governo tecnocratico di Monti come nella Roma di duemila anni fa governata, in situazioni di emergenza, da dittature temporanee”.
Randers chiede ai giovani di “dichiararsi pronti a fare la loro parte, e quindi anche a pagare più tasse e a sostenere un forte governo tecnocratico che possa agire con una visione di lungo termine. Infine, dovrebbero fare meno bambini possibile, soprattutto nei Paesi industrializzati, dove un figlio, mediamente, consuma 40-60 volte più risorse ed energia di un figlio in India”. Il modello è quello dell’Italia, che ha il più basso tasso di natalità al mondo (1,3 bambini per donna): non per scelta ma per costrizione, “perché avete creato una società, negli ultimi 20 anni, che ha reso totalmente impossibile per una donna avere sia un lavoro sia un bambino. Le italiane, in modo molto saggio e razionale, hanno scelto il lavoro. E questo, sinceramente, mi dà una grande speranza per il futuro”.
In una intervista concessa a transitionculture.org nell’agosto 2012, Randers affermò che “un altro esempio moderno interessante è naturalmente la banca centrale, che è un’istituzione inventata dalla società democratica dove il parlamento in sostanza delega a qualcun altro di guidare la situazione, quanto denaro stampare, e molte società democratiche hanno scelto di fare così, di gestire la politica monetaria a distanza”.” (fonte: http://www.movisol.org/13news127.htm).
Dunque, se si provano ad unire i “puntini”, ambientalismo, Unione europea, BCE, tecnocrazia, rappresentano le strutture grazie a cui stanno minando la natura umana volta alla creazione ed alla creatività, nonché le sue naturali strutture sociali, come la famiglia e lo Stato nazionale.