Crack Cina? Tutte le borse mondiali stanno crollando per causa della Cina?

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No sbagliato! Ma gli osservatori economici sono espressione semplicemente di una manifesta forma di sottosviluppo mentale della cultura attuale, oppure sono corrotti e rispondono ad uno spartito scrittogli da precisi interessi?
Nel 2007/2008 con lo scoppio della bolla dei mutui subprime crolla l’economia mondiale. Da lì, il sistema occidentale ha fatto solo una cosa: salvare con soldi pubblici (bail out) o dei privati cittadini che avevano dato in deposito i propri soldi (bail in), le banche private too big to fail prodigatesi in attività speculative. C’è stata nel frattempo qualche riforma internazionale o nazionale dei sistemi bancari per proteggere l’economia reale? No, c’è stato l’esatto opposto: imporre ai Popoli politiche di austerità che hanno progressivamente disintegrato il welfare state, indebolendo così ancor più l’economia reale delle singole nazioni. Questo in occidente.
Nel blocco BRICS invece cosa si è fatto? Si è aumentato il tasso di investimenti nell’economia reale, in infrastrutture, industria, aumentato il livello di benessere delle popolazioni con la progressiva creazione di una classe media – le vediamo nelle nostre città le frotte di Cinesi, Brasiliani, Indiani, Russi (soprattutto prima delle idiote sanzioni applicate contro l’unico paese europeo il cui leader è considerato dai propri concittadini “a patriot” o “an hero”… ah già ma perché manca la libertà d’informazione!)… – sostenendo così la produttività reale mondiale e dunque il mercato delle materie prime. Il principale cliente di queste realtà, Cina in primis, era l’interdipendente mercato occidentale. Ma poi è successo un fatto: le banche centrali statunitense, inglese, europa, hanno talmente inondato di liquidità le proprie economie finanziarie per salvare i propri sistemi bancari – invece che procedere attraverso politiche dirigistiche (che parolaccia! E’ roba del passato Claudio!) che obbligassero le banche beneficiarie di tali crediti a finanziare l’economia produttiva secondo puntuali scelte politiche (ma allora sei un fascio-comunista Claudio!) – tanto che le relative monete si sono ipersvalutate. Questo, se ha facilitato l’export occidentale, ha inciso in negativo sulla capacità d’acquisto verso la Cina. Quest’anno, infatti, il commercio mondiale si è ridotto del 4%. Ecco allora che la Cina ha cominciato a contrarre la propria produzione e questo ha impattato sul mercato delle materie prime e dei metalli, che infatti stanno crollando: il Commodity index vale meno della metà rispetto ai massimi del 2008, con valori che non si vedevano dal 2002 (seppur non in modo proporzionale, lo vediamo tutti quanto costi poco la benzina…). E la nostra grande “modernità” finanziaria cosa ha fatto nel frattempo, mentre la politica lasciava industurbata le big banks too big to fail, mettendo invece all’indice i cattivi “pensionati che rubano il futuro ai propri figli”, i baristi evasori che non emettono lo scontrino, i malati che sfruttano una sanità pubblica da tagliare, i magistrati che fanno troppe vacanze, gli operai con troppi articoli 18, i benzinai che non consentono alle catene di supermercati di vendere anch’esse la benzina facendoci risparmiare un “sacco” di soldi, i nostri bambini che pretendono di stare a scuola in venti con una maestra, invece che in trenta o quaranta, le nostre infrastrutture pubbliche che si pretende di lasciare in mano allo Stato invece che rimetterle alla mano benefica del mercato, o i cittadini greci che si illudevano di decidere loro se privatizzare (regalare alla Germania) o meno i propri aeroporti e la loro democrazia, la mega lobby dei tassisti rea di non lasciare concorrere Uber (in cui campioni di libertà, trasparenza e eticità imprenditoriale come Goldman Sachs ci hanno investito un sacco di quattrini) con regole completamente diverse, e che grazie all'”innovativa” sharing economy trasferisce il rischio d’impresa sui lavoratori, ma dà tanta “libertà di scelta” ai consumatori? Bene, cosa hanno dunque fatto le nostre banche nel frattempo? Hanno utilizzato la liquidità regalatagli dalle autorità pubbliche (Bce e Fed in primis) per continuare a speculare in derivati su materie prime e cambi valutari (solo su questi ultimi, 75000miliardi di dollari in derivati, che sono più del pil globale!). Ed ora che il sottostante reale crolla, registrano perdite che stanno facendo crollare anche i nostri listini.
Ora abbiamo due scelte: continuare a raccontare balle alla gente, dicendogli che la colpa è della Cina (e soprattutto del Partito comunista cinese) e magari organizzare una bella terza guerra mondiale contro i BRICS – con la Russia ci siamo vicini – incolpandoli di violare i diritti umani ed inquinare; oppure organizzare una conferenza internazionale, una Nuova Bretton Woods come fece il presidente Roosevelt nel 1944, e mettere al primo punto il ripristino a livello globale della separazione bancaria (standard Glass-Stegall) che impedirebbe di usare i soldi dei contribuenti per salvare le banche che fanno attività d’investimento, e la messa al bando dei paradisi fiscali e dei derivati (senza contitolarità del sottostante). Da qui, rilanciare programmi d’investimento nell’economia reale da finanziare con credito pubblico.
A molte banche non piacerebbe questo programma, ma ritengo che le costituzioni democratiche siano ancora valide finché non accettiamo di formalizzare una bancocrazia globale…