Come far piangere i gufi… per far ridere avvoltoi e sciacalli

  
Il premier Renzi comunica entusiasta il +0,8% registrato dal pil italiano. Ben venga, ma è davvero un più? Il quantitative easing di Draghi droga la crescita dello 0,7%. Il petrolio ai minimi da 11 anni, regala un vantaggio al pil dello 0,5%. Da quest’anno i pil europei conteggiano anche il sommerso proveniente da contrabbando, droga e prostituzione. L’euro svalutato del 20% rispetto ad un anno fa avvantaggia fortemente il nostro export, seppur quest’anno non abbia brillato. Già di per sè, questi fattori esogeni all’economia italiana, avrebbero dovuto darci un pil ben più alto; al netto di questi, invece, il pil italiano è ancora negativo. A tutto ciò, altresì, si potrebbe aggiungere l’evento endogeno all’economia italiana, ma straordinario, di Expo.

Ma a parte questi aspetti di natura contabilistica, per cosa si è caratterizzata l’economia italiana quest’anno? Cinque cose in particolare: 1) il riavvio deciso della sciagurata stagione delle privatizzazioni, che già con Monti era ripartita, e che toglie al Paese ulteriori asset strategici, voci di entrata, e sovranità; 2) il congelamento di ben 18 su 23 grandi opere, coinciso col cambio di direzione del MIT da Lupi a Del Rio; 3) la destabilizzazione del risparmio privato con l’introduzione del bail in; 4) l’eliminazione de facto e de jure del contratto a tempo indeterminato; 5) la continua messa in discussione dei diritti dei cittadini – dal rispetto delle leggi sulla concorrenza, all’aggiornamento Istat di pensioni e stipendi, a quelli a tutela del risparmio – che frustra lo spirito dei cittadini ad una sentita partecipazione allo sviluppo del Paese, e, in parallelo, la creazione di nuove garanzie per il sistema bancario – dalla regalia commissionale derivante dall’obbligo del pos per le attività commerciali, al bail in appunto.

Siamo dunque di fronte ad un bell’effetto ottico, con una radicalizzazione delle politiche di desovranizzazione e deindustrializzazione del Paese, che premiano quel tentativo di soggiogamento dell’Italia che il 2 giugno del 1992 trovò la sua definitiva formalizzazione.

Questa è la politica economica di Hoover, mentre abbiamo bisogno di quella di FDR…

Con questa politica economica, forse i gufi non ridono, ma avvoltoi e sciacalli sicuramente.